La formazione aziendale in Italia non sta bene, e la crisi ha aggravato la propensione, tradizionalmente non elevata, delle imprese a investire risorse e tempo nel training e nell’aggiornamento dei propri addetti. Ovunque, ma soprattutto nelle piccole imprese, nel 2011 le difficoltà dell’economia hanno colpito gli investimenti in formazione professionale, che risulta ulteriormente ridimensionata nei budget aziendali per il 2012 .
Nel 2011 solo il 10 % delle piccole e medie aziende (tra 50 e 100 addetti) dichiara di aver fatto formazione professionale e altrettante hanno l’intenzione di effettuarne nel 2012. Mentre fra le organizzazioni con un numero di dipendenti fra i cento e i 300, quelle che hanno attivato programmi e corsi è stata del 15% per il 2011. La percentuale però scende fino al 5% se le stesse organizzazioni vengono interpellate sugli investimenti in formazione previsti per l’anno successivo.

Sono questi i primi dati, anticipati oggi da Job24.it, di una ricerca che sarà presentata in occasione della seconda edizione di Expò Training, la prima Fiera della formazione professionale in Italia, che si svolgerà a Milano il 25 e 26 ottobre 2012 presso Fiera Milano City. L’indagine è stata realizzata da UnionFormazione (associazione nazionale degli enti di formazione) nei primi mesi del 2011 attraverso le informazioni fornite da un campione di 2000 aziende italiane che impiegano, in totale, circa un milione di lavoratori.

La propensione verso la formazione migliora con il crescere della dimensione d’impresa. Il numero di aziende con un numero di dipendenti compreso tra i 301 e i 500 che hanno effettuato investimenti in formazione per il 2011 è stato del 26% . Ma anche tra le realtà di medio-grandi dimensioni – perlomeno tra quelle interpellate da Unionformazione – l’intenzione formativa tende al downsizing: solo il 15%, infatti, ha dichiarato un investimento per il 2012.
Il 35% delle aziende che occupa da 500 a mille dipendenti ha svolto interventi di formazione nel 2011, e la previsione di investimento nel 2012 cala di tre punti: siamo al 32% del campione; sopra i mille dipendenti, invece, le aziende virtuose dal punto di vista del training sono state il 50% nel 2011. Solo il 45% ha dichiarato l’intenzione di investire in formazione professionale anche per il 2012.

Un altro elemento considerato dalla ricerca sono le fonti di finanziamento. I risultati evidenziano come, nel campione considerato, le aziende fino a 100 addetti dipendano quasi totalmente (per il 95 %) dalla formazione finanziata (Fondi paritetici interprofessionali, Fse, legge 236) nel progettare gli interventi formativi. Nella fascia tra 100 e 300 dipendenti la quota è del 15% e del 25% delle organizzazoni fra i 300 e i 500 addetti. Solo la grande impresa fa eccezione con il 32% (500-1000 dipendenti) e 50% (gruppi oltre mille addetti) che destinano risorse proprie alle attività di formazione.

Che tipo di contenuti di formazione e quali corsi privilegiano le aziende in questo periodo di incertezza? Le attività formative delle aziende, emerge dall’indagine, si concentrano ancora prevalentemente su competenze di base e non su quelle strategiche per il business, soprattutto in vista di una ripresa dell’economia, oppure manageriali. I corsi programmati, infatti, riguardano soprattutto l’inglese, l’informatica e la sicurezza sul lavoro, e in minor misura il marketing, la comunicazione, il management, le vendite o l’innovazione di prodotto o dei processi.